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E’ meglio utilizzare un hosting italiano o estero per il tuo o blog?

Spesso quando navigo sui vari forum mi capita di leggere la solita domanda posta da molti utenti, ovvero: ”E’ meglio scegliere un hosting italiano o estero?”. Vediamo di analizzare meglio e nel dettaglio la questione, analizzando pro e contro di entrambe le scelte. Spesso in rete si tende a fare un po’ di confusione, lamentandosi di problemi irreali relativi al posizionamento e tralasciando invece alcune importanti verifiche inerenti al ping, la latenza e la bontà del network. Cerchiamo di fare maggiore chiarezza.

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LA QUESTIONE DELLA LINGUA

Il primo elemento da valutare per effettuare questa scelta, riguarda la lingua. Conosci  altre lingue oltre quella italiana? Hai una buona conoscenza dell’inglese, scritta e parlata? Questo è uno dei principali motivi che deve farti riflettere. Ho fatto l’esempio della lingua inglese, ma è chiaro che valgono anche altre lingue (relative all’Hosting che ti interessa).

Chiaramente, se sei interessato ad un Provider straniero, dove si parla “solo inglese” e tu non lo conosci, allora la scelta tra un hosting italiano o estero, è quasi obbligata. Mettiamo anche che riesci ad effettuare l’ordine ed acquistare un servizio (di solito i termini usati sono standard), immagina quanto sarebbe complicato aprire un ticket, comunicare con l’assistenza tecnica per spiegare eventuali problematiche relative al tuo sito. It’s really a big problem!

SERVER IN ITALIA O ALL’ESTERO?

Passiamo al secondo elemento da valutare, che riguarda la posizione fisica dei server dell’Hosting. In pratica, dove sono i data center? Dove sono salvati fisicamente i tuoi dati? La loro posizione riveste senza dubbio la sua importanza. L’ideale sarebbe avere i server nella zona più vicina a te e dell’utenza che ti interessa. Esempio:

Hai un blog italiano che punta ad un’utenza per lo più nazionale (da Google Analytics noti che l’80% del traffico viene dall’Italia), è chiaro che ti conviene scegliere un Hosting, in primis con:

  • data center in Italia
  • in alternativa però, vanno bene anche server in Europa (preferibilmente in nazioni non troppo distanti, come Francia, Germania, Olanda, etc.)

Forse non lo sapevi, ma se il tuo target è l’Italia, va bene anche un Provider con data center fuori dall’Italia, in location, come ad esempio Francoforte o Monaco in Germania, Londra in Inghilterra, Amsterdam in Olanda. La differenza in termini di ping è davvero minima. Considera che solitamente, il ping verso un server in Italia è in media tra i 15 ed i 30ms, mentre quello verso un server in Europa (nelle location che ti ho elencato prima), è tra i 30 ed i 60ms. Se dunque il tuo dubbio tra un hosting italiano o estero, era relativo alla paura di avere un server fuori dall’Italia, come vedi, la differenza a livello di ping è davvero minima.

MA UN HOSTING ITALIANO HA I DATA CENTER IN ITALIA?

No, non è detto! Dipende. Moltissimi host italiani non hanno i data center nel nostro paese; alcuni invece si, altri ne hanno più di uno ed hai la possibilità di scegliere quello che preferisci. Qualche esempio?

Come vedi, ogni Provider si differenzia dall’altro anche per numero e posizione dei propri data center.

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E GLI HOSTING STRANIERI DOVE HANNO I DATA CENTER?

Stesso discorso dei servizi italiani. Possono avere data center nel loro paese, come in molte altre zone sparse per il mondo. E’ il caso di SiteGround, che ha ben cinque data center, esattamente a: Chicago (USA), Londra (Inghilterra), Amsterdam (Olanda) e Singapore. (Amsterdam è quello consigliato per i siti italiani).

Anche il nostro attuale provider, Lightning Base, offre la possibilità di scegliere tra più data center, in Europa, USA, Australia o Asia. Noi ci appoggiamo al DC di Amsterdam ed il ping medio è di 37ms circa.

ping-webhostingmagazine

HOSTING ITALIANO O ESTERO: SERVER IN ITALIA O IN AMERICA?

La questione cambia un po’ tra la scelta di un server in italia o in america. Se scegli un Provider con data center negli USA, i parametri citati in precedenza (ping, latenza, etc) saranno indubbiamente maggiori. In media infatti, il ping verso un server in america, è tra i 120 ed i 250ms; minore verso Est e maggiore verso Ovest. In questo caso, la “reattività” del sito ne può leggermente risentire, considerata anche la distanza verso un altro continente ed il conseguente trasferimento dati. E’ vero anche, che stiamo parlando dei Provider più famosi al mondo, tra cui ad esempio LiquidWeb o WiredTree; aziende che si appoggiano a network e strutture di tutto rispetto in grado di garantire un’ottima qualità e costanza del servizio. Migliore è infatti il network a cui si appoggia il Provider, minore saranno le differenze che percepirai.

Come ti dicevo prima, un hosting serio, ha sempre una pagina sul sito ufficiale che descrive il proprio data center, un indirizzo IP per effettuare qualche test, ed in molti casi anche un “Test Speed“, per scaricare file verificando la velocità di download. Prendiamo il caso del datacenter di WiredTree, dove vediamo che l’IP del DC di Chicago è “96.30.41.164”. Testiamolo:

ping-wiredtree

Il ping medio è di 140ms; non male, considerando che stiamo parlando di un hosting oltreoceano, distante migliaia di km dall’Italia.

In questo caso, la scelta tra un hosting italiano o estero, ha una differenza maggiore (come ping) rispetto alle aziende in Europa. In tutti i casi in queste situazioni, quando i server del tuo sito sono più lontani da te, puoi migliorare le prestazioni utilizzando un buon Content Delivery Network (CDN) oppure CloudFlare, un reverse proxy con funzioni di CDN (il piano base è gratuito). Tali servizi, non sono altro che una rete di server e nodi sparsi nei principali paesi del mondo, ove vengono salvati i contenuti statici del tuo sito (file, immagini, css, javscript, etc) serviti ai visitatori, dal nodo più vicino ad essi.

Non hai mai sentito di parlare di CloudFlare? Leggi qui, ti spiego che cos’è e come funziona.

HOSTING ITALIANO O ESTERO? TECNOLOGIE HARDWARE E SOFTWARE

Un altro aspetto da considerare che ritengo fondamentale, è quello del punto di vista “tecnologico”, relativo all’evoluzione. Come sai, come la tecnologia non si ferma mai; ogni giorno nascono nuovi software, script e strumenti in grado di fornire maggiore sicurezza, maggiore velocità e prestazioni da sogno. E’ chiaro dunque, che un Provider “apatico“, poco aperto ad i test ed i cambiamenti, potrebbe rivelarsi un problema. Per se stesso e per i propri clienti.

Basta pensare, che se fino a qualche anno fa Apache era il web server più utilizzato, oggi è superato da Nginx, nella classifica dei 10.000 e 100.000 siti più visitati al mondo. Dati che fanno riflettere.

Non conosci Nginx? Leggi qui che cos’è e come funziona.

In questo dunque, bisogna ammettere, che all’estero, c’è una maggiore apertura al cambiamento ed all’innovazione rispetto all’Italia. Sono sempre stato un amante delle “performance”, amo i siti web veloci, pertanto per me è fondamentale appoggiarmi ad un Provider, che sia aperto all’utilizzo e la sperimentazione di nuove tecnologie. Lo ritengo un aspetto fondamentale.

Non a caso, è proprio dall’estero che le ultime tecnologie più usate nel web hanno iniziato a diffondersi:

  • WiredTree e LiquidWeb sono stati i primi Provider a testare le performance e rendere disponibili piani con i dischi SSD;
  • SiteGround e Lightning Base sono stati a primi ad utilizzare Varnish Cache, garantendo ottime performance e velocità; VHosting Solution è uno dei pochi hosting italiani che permette di utilizzare questo software sia per il caching statico che dinamico;
  • WiredTree e WPHostingSpot sono stati i primi a condurre test ed utilizzare MariaDB come fork di MySQL;

Il mio augurio è che le aziende italiane possano migliorare sempre di più ed “aprirsi maggiormente” anche da questo punto di vista delle tecnologie hardware e software. Devo dire che di recente, ho già notato dei notevoli miglioramenti, soprattutto per host come Keliweb, VHosting Solution e Xlogic, che hanno fatto passi da gigante introducendo strumenti davvero interessanti.

L’ASSISTENZA TECNICA

Ancora indeciso se scegliere un hosting italiano o estero? Passiamo alla questione sull’assistenza tecnica. Se parli l’inglese (Hi!) ed hai avuto in passato qualche esperienza con degli hosting stranieri, ti sarai accorto che spesso a livello di assistenza sono superiori (o quantomeno, rispondono subito!). Il 90% ha una chat, grazie alla quale ne puoi approfittare subito per fare delle domande e toglierti le prime curiosità. Ultimamente poi sto leggendo molti utenti sul web che c’è l’hanno a morte con SiteGround (sicuramente un pò di invidia per la questione recensioni/affiliazioni); ma indipendentemente da questo, bisogna avere una visione ampia delle cose e rendersi conto di cosa è vero o meno. E dunque ti chiedo, hai mai provato il loro servizio di assistenza?

Personalmente, ho avuto due siti ospitati sui loro server per circa 1 anno e mezzo; devo dire che un hanno un supporto davvero notevole, che risponde, a qualsiasi orario del giorno e della notte, in media entro 3 minuti dall’apertura di un ticket.. So già cosa stai pensando!

-> “Si ok, ti hanno risposto, ma mica ti hanno risolto il problema?”

E chi te l’ha detto scusa? Che sei Nostradamus? :D

Innanzitutto, aprire un ticket e ricevere una risposta dopo pochi minuti è già un piacere; è il segnale che dall’altro lato c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti (o quantomeno ci prova). Che poi il problema venga risolto in 5 minuti o 1 ora, è chiaro che dipende anche dalla gravità del problema. L’identificazione di un errore richiede sempre una fase di analisi, che può richiedere più o meno tempo a seconda dei casi.

A parte scherzi, l’assistenza tecnica ha la sua importanza, ma questo sono sicuro che già lo sapevi. Con questo esempio non ti sto dicendo che il supporto di un hosting estero è migliore rispetto ad uno italiano (ho trovato anche delle aziende italiane altrettanto veloci), ovviamente dipende sempre dei casi. A livello di tempi di risposta però, dovendo fare una media, ho notato una maggiore reattività all’estero. Pertanto se sei indeciso, accertati sul tipo di assistenza che avrai e tramite quali canali; è 24h su 24 tutti i giorni? E’ dal lunedi al venerdi? E’ solo in alcune fasce orarie della giornata?

HOSTING ITALIANO O ESTERO? FAQ

E’ vero che avere un server in USA implica problemi con il posizionamento su Google?

No. Se poi è un pessimo Provider ed è lento come lumaca, allora SI (ma ci sarebbe lo stesso problema con un host italiano).

Cos’è il ping? Quando è considerato basso o alto?

Il ping rappresenta la velocità con la quale la rete risponde alle richieste dell’utente; più è basso, meglio è. Un ping solitamente, viene definito ottimo se il valore è compreso tra 0 e 30 ms, molto buono se tra 30 e 60 ms, buono se tra 60 e 80 ms, sufficiente se il valore è compreso tra 80 e 120 ms.

Come faccio a pingare l’IP di un Hosting?

Semplice. O utilizzi il classico comando dal “Prompt Dos“, “ping nomehosting.it” oppure se ha più data center, leggi sul sito l’IP del data center più vicino a te ed effettua il ping direttamente verso quell’indirizzo -> “ping IP“.

E’ vero che un hosting italiano costa più di quello estero?

Non c’è una regola fissa. Diciamo che in Italia la banda ha sempre avuto un costo piuttosto alto, rispetto all’America ad esempio, dove spesso inoltre si trovavano pacchetti ricchi di funzionalità e con grandi risorse, a prezzi molto convenienti. Col passare degli anni però, la distanza si “è accorciata” ed i costi sono molto più simili al momento.

CONCLUSIONI

E’ tutto, nell’articolo di oggi abbiamo visto più da vicino, la questione: hosting italiano o estero? Una scelta non facile, che implica diverse considerazioni. Purtroppo non c’è una risposta esatta per tutti, sono sempre valutazioni soggettive; c’è chi preferisce il Provider vicino a casa e chi quello dall’altra parte del mondo. Mi auguro in tutti i casi, di averti fornito spunti interessanti per riflettere e fare la scelta migliore. Per qualsiasi dubbio e/ domanda, lascia un commento. Alla prossima!